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  • Immagine del redattoreElisa Maiorano-Driussi

Dall'incontro con Alessandro Cattelan... alle decine di lettori e blogger che ho incontrato - Ecco il mio Salone 2024

Quando mi hanno comunicato che Influencer per Amore era stato selezionato per la libreria self dell'edizione 2024 del Salone Internazionale del libro di Torino è stato per me uno di quei momenti-svolta che ogni tanto accadono nella vita.


Se mi segui da un po' e se hai letto l'ultimo post e/o l'ultima newsletter (puoi iscriverti qui se già non sei iscritto, perché ogni tanto invio alcune chicche... e non ti invado di spam) tutto questo lo sai già.


Come sai già che anche Tutta colpa del Social Karma, terzo volume della serie Influencer per Amore Stories è stato scelto dal Salone tra i consigli di lettura dedicati ai viaggi e all'amore.


Okay, fatte queste dovute premesse, anche per contestualizzare un po' la situazione, nel caso tu fossi atterrato su questo post per caso, inizio a raccontare dei restanti giorni al Salone del libro.




Da dove posso iniziare? Eravamo rimasti a questi ultimi due post (Salone Giorno 0 e Salone Giorno 1) e a quanto sia stato emozionante vedere Influencer per Amore esposto all'interno di uno stand del Salone, quello appunto dell'area self, al padiglione 2, stand F103 (molto probabilmente non dimenticherò mai questi riferimenti 😅).


Tornata nel mini appartamento prenotato ormai diversi mesi fa, quella sera, dopo il lungo viaggio dalla Svizzera tedesca (Berna), mi sono ricongiunta a mio marito e al mio piccolo di 3 anni.


«Allora? Com'è andata?» mi ha domandato mio marito che, oltre a occuparsi di nostro figlio in mia assenza, è pure andato a fare la spesa per i giorni a venire e ha preparato una cena fredda e leggera. (Perché lo sto specificando? Bé, se avete visto le stories su Instagram, nelle quali mostravo il ristorante valdostano nel quale abbiamo pranzato e le pietanze che abbiamo mangiato, lo capirete subito. In caso contrario, vi lascio le immagini nella gallery alla fine del post).


Tornando alla sua domanda, non sapevo esattamente come rispondere. Anche perché non riuscivo a capire come mi sentissi. Per me era la prima volta in assoluto al Salone del libro, sia come lettrice che come autrice e vedere esposto il mio romanzo, lì, insieme a molti altri, nella più importante kermesse librosa (passatemi il termine) italiana è stato qualcosa che penso io stia metabolizzando solamente ora che lo scrivo, praticamente quasi due settimane dopo.


Mi sono stretta nelle spalle e mio marito subito: «Non ti piace?»

«Non so cosa pensare» ed era la verità. Cosa potevo pensare? Cosa avrei dovuto aspettarmi l'indomani, quando tutto sarebbe entrato nel vivo? E se non avessi venduto mezza copia del mio libro? E se nessuno mi avrebbe fatto visita? E se avessi fatto la bella statuina dietro il tavolo dove erano esposti anche i miei libri? E se i miei sogni si fossero infranti al "che libro del cavolo" di qualche passante?


Okay, Ely, basta. Quella sera, dopo una giornata in viaggio, un trasloco appena finito e tutte quelle emozioni così contrastanti, mi sono fatta una promessa: Ely, non avere aspettative. Hai fatto del tuo meglio per essere qui, la tua famiglia e i tuoi amici ti sostengono, è solo un primo piccolo (okay, grande) passo, e goditi il viaggio. Credi nella sincronicità delle cose. E comunque andrà, come diceva Chiambretti, sarà un successo.


Stavo forse cercando di autoconvincermi? Forse. Ma quelle parole mi hanno aiutata molto.


(Sì, ora arrivo anche all'incontro con Alessandro Cattelan, non ti preoccupare... 😁)


Il giorno dopo, venerdì, ho stressato mio marito all'inverosimile (scusami) così da poter essere all'interno del Salone prima dell'orario di apertura (come espositrice ne avevo la possibilità).


Programma: entrare, fare colazione all'italiana con un bel cappuccino preparato a regola d'arte e incontrarmi con Elsa Lohengrin, scrittrice, ma soprattutto amica e compaesana che condivide con me questo pazza avventura fatta di viaggi, parole, scleri, post condivisi, pianti, urla... no le urla no dai, ma qualche sana incazzatura per come le cose a volte vanno, sì.


Dopo essere passate per le foto di rito davanti alla famosa torre di libri, abbiamo fatto un giro per i vari stand e alla libreria del self publishing, che a me piace chiamare "degli autori indipendenti".


La giornata è andata avanti con chilometri e chilometri (ho fatto il conto: alla fine del Salone, in 4 giorni, avevo fatto una media di 10km al giorno) tra i vari padiglioni, diversi incontri con blogger che hanno letto sia Influencer per Amore che gli altri libri, incontri con editori che non vedevo l'ora di conoscere dal vivo e libri, libri e ancora libri.


I giorni seguenti sono stati più o meno una copia di quest'ultimo, con alcune differenze: lettori che passavano allo stand chiedendo una firma sul mio romanzo, qualcuno si faceva passare tra le mani la copertina pink di Influencer per Amore e poi riponeva il volume, altri sfogliavano il libro e poi mi facevano qualche domanda.


La menzione d'onore se l'è guadagnata una blogger che ha letto i miei libri, che aveva solo Influencer per Amore e che ha portato alcune etichettine sulle quali ha voluto che apponessi il mio autografo, nel caso non mi vedesse prima delle prossime pubblicazioni.


È stata un'idea che mi è rimasta impressa, non solo per l'originalità, ma soprattutto perché ho notato quanto questa ragazza ci tenesse ai miei libri e ad avere la mia firma (PS: nella galleria troverete anche le prove di questa cosa 😁).


Oltre al Salone, mi sono permessa una breve gita mattutina in centro a Torino, dove ho fatto colazione al famoso Caffé San Carlo, dove mi sono permessa un cappuccino con la foglia d'oro e un dolce talmente buono che mi sarei accampata lì fuori per le mattine seguenti.


Un'altra menzione per quanto riguarda il cibo, va a una piccola trattoria a un centinaio di metri dal Salone: la Trattoria Pop Lingotto, un luogo alla mano, colorato, ma curato in ogni particolare, dove ti trattano con i guanti e dove i piatti sono talmente buoni che, sì, mi sarei accampata anche lì.


La domenica mattina mi sono trascinata fuori dal letto, ho iniziato a fare le valigie e sono partita per passare le ultime ore in questo magico luogo che è il Salone Internazionale del libro di Torino.

Una blogger e organizzatrice di eventi dedicati ai libri con la quale ci rincorriamo da uno degli ultimi appuntamenti dedicati al mondo del romance era proprio all'entrata espositori e finalmente, dopo essere entrate, abbiamo fatto una bella e lunga chiacchierata. (se guardate la gallery, sicuramente la riconoscerete!)


Ed è qui che arriva il bello (in tutti i sensi! 😁). Ed è qui che arriva Alessandro Cattelan.

Siamo in quattro (io, Elsa, questa blogger e un'altra sua amica e "socia"), stiamo parlando del panorama romance, ci stiamo aggiornando, ci stiamo dicendo che speriamo di vederci ancora molto presto, quando il cancello stradale si apre ed entra una berlina nera.


Si ferma e da essa escono un tipo grande e grosso e un ragazzo con gli occhiali da sole. Entrambi scaricano alcune scatole dal portabagagli.

«Mi sembra di conoscere quel tipo» dico alle mie amiche.

«Quello è Cattelan!» dice Sara.

«Oddio, davvero?» mi sale il cuore in gola. Perché non riesco mai a riconoscere i personaggi famosi? Mi è già successo per le vie di Lugano e la frase era sempre la stessa: "ma quello mi sembra di conoscerlo". «Allora dopo gli chiediamo un selfie!» esclamo, con il mio animo da Tessa Reid (la protagonista di Influencer per Amore).

Il tipo grande e grosso (citato sopra) mi sente e con voce tonante mi dice: «Ragazze, per le foto dopo» parole condite da uno sguardo che non lascia spazio a interpretazioni.

«Okay...» dico con le spalle ricurve. «Vabbé, sarà per un'altra volta» anche perché non avrei avuto il tempo materiale di mettermi in fila per il firmacopie di Alessandro.

Riprendiamo a parlare e dopo qualche secondo mi sento toccare una spalla e Alessandro ci chiede: "Ciao ragazze, tutto bene?".

La reazione è quella, appunto, da Tessa: oddio Cattelan mi sta rivolgendo la parola, oddio mi ha toccato la spalla.

La mia risposta: «Sì, tutto bene grazie e tu? Peccato che non ci lascino fare la foto con te!»

E lui subito: «Dai dai, dammi il cellulare!» con un grande sorriso.

Glielo porgo, tutte e quattro ci mettiamo in posa un po' improvvisata (ma sono le foto più belle!), scatta una mezza dozzina di volte e poi mi ridà il cellulare augurandoci buona giornata.

Io di VIP non ne ho conosciuti molti, devo dire però che Alessandro Cattelan si è dimostrato molto alla mano e soprattutto simpatico come lo si vede in televisione.


Ecco, questo è un po' il mio sunto relativo a questa nuova esperienza come autrice fatta al Salone Internazionale del libro di Torino.

Ci sono molte altre cose che vorrei raccontare, forse alcune cose che mi sono rimaste un po' indigeste, ma penso che non sia questo il luogo (o il post) nel quale parlarne. Forse scriverò qualcosa di più approfondito.

In questo post ho voluto raccontare della mia esperienza da autrice, degli incontri che ho fatto, delle persone che ho conosciuto e della ciliegina sulla torta, un momento sicuramente da raccontare ai posteri. (e su questo blog ☺️)











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