Quando leggere ti rende resiliente



Sono giorni che vorrei scrivere qualcosa su questo blog, ma a volte - anche se sento la spinta creativa - è come se non trovassi il punto focale giusto, quello che può donare veramente qualcosa a chi legge, senza far perdere tempo.


Odio perdere tempo e farlo perdere. (Quindi anche qui cercherò di essere abbastanza concisa)


Dopo qualche anno di letture quasi prettamente scientifiche e manualistiche per la mia professione di insegnante yoga, meditazione, psicologia e tecniche di rilassamento (qui trovi maggiori informazioni anche sull'Accademia della Resilienza), negli ultimi mesi ho sentito la necessità di ricominciare a leggere romanzi e narrativa in generale.


Effetto lockdown? Forse sì, ma non perché sentivo il bisogno di riempire il tempo libero, anche perché la lettura è sempre stata parte integrante della mia vita, in un modo o nell'altro, in italiano o in altre lingue che mastico abbastanza bene (forse non lo sapete, ma qui in Svizzera le lingue nazionali sono quattro, quelle ufficialmente usate sono 3 e siccome l'italiano è una minoranza, siamo quasi "costretti" ad imparare le altre due sin da piccini, il ché non mi è mai dispiaciuto sinceramente) e anche perché, sinceramente, sono una di quelle persone che non ha mai abbastanza tempo per tutto ciò che desidererebbe fare. Insomma, non me ne sto mai con le mani in mano.


L'effetto del lockdown sul ricominciare a leggere narrativa, nel mio caso, si è espresso in questo modo: avevo semplicemente bisogno di ricominciare a viaggiare, ad entrare in empatia con le persone (chiaro, sono "personaggi", ma alla fine come ben sappiamo, in ogni personaggio c'è una piccola parte di chi scrive e una piccola parte di noi stessi, anche quando la cosa forse non ci rende felici).


Anche se sono insegnante di yoga, mi reputo una persona sempre alla ricerca di "quel qualcosa che manca", quella "connessione" con il tutto. E fino ad ora, la connessione l'ho trovata praticando sì meditazione e yoga, ma anche scrivendo, comunicando e leggendo.


Quando asserisco che leggere ti salva la vita è perché non solo ti porta in mondi che magari non avrai mai la possibilità di vivere o situazioni che non sperimenterai mai sulla tua pelle (e aggiungo: alcune per fortuna!), ma anche perché ti permette di essere sullo stesso livello di tutte le altre persone, di aprire la mente, ti provare emozioni mai provate o perlomeno sapere che esistono.


Leggere ci permette di comprendere che nel mondo la diversità è una ricchezza e che, anche quando siamo noi i diversi, ci saranno almeno un luogo, almeno una persona che ci accetteranno per come siamo.


E cosa dire di quei libri, inaspettati, che magari ti cascano addosso, che cominci a leggere per non si sa quale motivo ben preciso, e che ti donano una spinta per continuare qualcosa che avevi lasciato a metà, che ti donano un momento "AHA", un'epifania, qualcosa in cui credere ancora fermamente e senza paura?

La lettura ci rende persone migliori a noi stesse, ci fa riflettere, ci fa conoscere.


La lettura ci rende più resilienti, anche perché sappiamo, come detto, che qualcuno nel mondo potrà accettarci per come siamo, che possiamo essere compresi come pochi magari accanto a noi sono in grado di fare.


Basta solo trovare il libro giusto. Semplice? No, assolutamente... ma anche qui, spesso, entra in gioco quella parte più profonda di noi, che ci guida verso un libro invece di un altro.


Buona lettura!





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