Il Valore di una stilografica senza valore

Stamattina ho avuto un tonfo al cuore. Uno di quelli positivi però, quelli che ti fanno quasi scendere una lacrima dalla commozione.


Se hai letto la mia introduzione o se mi segui da un po', sai che mi piace scrivere.


La scrittura è stata da sempre una mia compagna di vita. Ogni tanto l'ho lasciata da parte per fare altro o l'ho piegata a scopi diversi, ma è sempre stata lì.


Che siano stati romanzi, racconti, articoli di vario genere, tesi e tesine eccetera, lei mi è sempre stata fedele.


Come fedele è stata, soprattutto prima dell'avvento di iPad e computer portatile, la mia penna, quella che vedete nella foto.



Il valore economico al momento, dopo 20 anni, sarà neanche quello di una cicca, ma quello affettivo, bé, non è valutabile.


Questa è stata la prima penna stilografica regalatami da mio padre quando frequentavo la terza media.


A quel tempo la mia "produzione letteraria", se così vogliamo chiamarla, era agli esordi, ma potente. Perché quando sei così giovane dai spazio alla creatività, alla fantasia, non ti interessa del risultato.


Questa penna ha vissuto le mie più grandi gioie: lo scrivere il primo romanzo, il firmare il primo contratto di lavoro.



Questa penna ha vissuto con me anche le più grandi sfide: gli esami di maturità un mese dopo la morte di mio padre, i primi esami universitari, le lettere di addio a persone che non meritavano il mio affetto.


Questa penna, sebbene sia mordicchiata, non abbia più la clip dorata che aveva all'inizio, sia diventata ruvida, non la cambierei con nessuna penna al mondo.


Ogni tanto le faccio fare una pausa, anche di mesi se necessario.


Ma quando voglio "sentire" ciò che scrivo con le mie mani, eccola lì. Pronta ad accogliere parole, risate, lacrime, errori.


Ed oggi è uno di quei giorni. Ho "bisogno" di sentire ciò che scrivo, di prendermi il tempo per farlo.


Lei scorre con i miei pensieri. Non è mai troppo veloce, né troppo lenta. Sta al passo.


A volte penso sia lei a guidarmi con tutta l'esperienza che ha acquisito su di me, sulla mia vita e sui miei pensieri.


La scrittura a mano è una terapia meravigliosa, che tutti stiamo un po' perdendo per l'arrivo delle nuove tecnologie.


La scrittura a mano con questa penna, per me, è ritrovare me stessa, un pezzo del mio passato e ricordarmi della mia storia, di tutto ciò che ho conquistato, che ho perso e che ho ritrovato magari in altre forme.


Grazie papà e mamma.


Grazie compagna mia.



 

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