Breathe with me - Il Respiro dell'Angelo

Solitamente la sera, prima di andare a dormire, iniziavo a vagabondare con il pensiero.


"Chissà se troverò mai l'amore", spesso mi chiedevo e segretamente postulavo all'Universo, aprendo il mio cuore e ponendo ogni mio desiderio e speranza nelle mani di un Dio che non conoscevo ancora abbastanza. L'importante era crederci, mi dicevo.


Questo capitava spesso, quasi con la stessa frequenza delle relazioni che si avvicendavano nella mia vita. Storie che spesso trovavo banali, sempliciotte, noiose, superficiali. Quella superficialità che si trovava unicamente nella vita umana.


Mia nonna mi diceva sempre che avrei capito di avere la cosiddetta "persona giusta" accanto quando sarei riuscita a sentire ogni singolo battito del suo cuore, semplicemente avvicinando il mio orecchio al suo petto.


Sinceramente, avevo sempre pensato che fosse una cosa stupida questa. Insomma, se mettiamo l'orecchio a contatto con il petto dell'altra persona è normalissimo riuscire a sentirne il battito.


Ma dopo svariate relazioni - se così possiamo chiamarle - stavo iniziando a credere che fosse proprio come diceva lei.


Forse era un "trucco della nonna" per riuscire a trovare l'anima gemella. O forse era solo una cosa che era rimasta impressa nella mia mente fin da piccola.


Sta di fatto, che nei ragazzi che avevo avuto sino ad allora, non avevo sentito il minimo battito.


Così, ogni sera prima di addormentarmi, iniziavo a chiedere delle risposte all'Universo.

Non volevo l'amore romantico, quello tutto petali sparsi per casa, quello dei peluche regalati all'ultimo momento o quello degli anelli di diamanti scintillanti.


Desideravo avere un amore di quelli veri. Volevo uno di quegli amori per cui combattere, da guadagnare, da ardere di passione e passare attraverso cerchi di fuoco per realizzare quel sentimento che non si limita alle romanticherie.


Volevo un amore con il quale si cresce, con il quale si matura, con il quale si cammina mano nella mano, superando ostacoli e difficoltà insieme.


Uno di quegli amori profondi, con un'intesa quasi perfetta, che conserva un po' di mistero, ma che allo stesso tempo legge negli occhi dell'altro ogni piccola mutazione di pensiero.

Sapevo che era difficile trovarlo. Sapevo che era difficile viverlo. Ma volevo averlo.


Una notte il sogno si avverò. Con questo non voglio dire che l'amore della mia vita si presentò alla mia porta e mi disse "Ehi bella, mi aspettavi?". Ma lo ritrovai in sogno.

Non saprei neanche come descriverlo.


Fu come trovarmi faccia a faccia con me stessa, con tutto quello in cui avevo sempre creduto.


Lo respirai. Lo sfiorai, ma non lo sentii. Era etereo. Riuscivo a percepirne però l'immensa energia. Il flusso era così forte che era quasi palpabile.


Non parlammo. Ci guardammo. Non sorridemmo. Eravamo a pochi centimetri l'uno dall'altra. Avevamo paura? Sì, forse. Non conoscevo la sua voce. Non mi interessava, anche perché l'unica comunicazione che conoscevamo avveniva tramite il cuore.


Era lui.