Non ho trovato il luogo perfetto per meditare a Madeira. È successo qualcosa di meglio
- Elisa Maiorano-Driussi
- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 2 min

Una mattina a Madeira che non avevo programmato
Quando viaggio in un luogo di mare, c’è una cosa che cerco sempre di fare: alzarmi presto, uscire quando il mondo è ancora lento e trovare un angolo tranquillo vicino all’acqua per la mia pratica mattutina di yoga e meditazione.
È un gesto semplice, ma per me fondamentale.
Il mare è il mio elemento da sempre. Mi calma, mi aiuta a pensare, a riflettere e anche a sognare. Fin da piccola ho associato il mare a uno spazio interiore aperto, dove le idee arrivano con più chiarezza e il respiro diventa naturalmente più profondo.
Durante il nostro soggiorno a Funchal, sull’isola di Madeira, pensavo sarebbe stato facile trovare quel tipo di luogo. In realtà Madeira è fatta di salite, discese e distanze che richiedono più tempo di quanto sembri sulla mappa.
Quella mattina avevo poco tempo per allontanarmi e tornare. E il posto perfetto semplicemente non si è presentato.
Il porto, le navi e una scelta diversa
Mi sono ritrovata così al porto, nella zona della Praça CR7, conosciuta per il museo dedicato a Cristiano Ronaldo.
Davanti a me c’erano due grandi navi da crociera. Persone che correvano. Movimento continuo, anche alle sette del mattino.
Non era il luogo ideale per praticare.
Per un attimo ho pensato di rinunciare. È una reazione molto umana: quando le condizioni non corrispondono a ciò che immaginiamo, tendiamo a rimandare l’esperienza.
Poi ho deciso semplicemente di restare.
Ho guardato oltre le navi, verso l’orizzonte.
Yoga e meditazione davanti all’oceano
Ho iniziato i miei esercizi di ricarica lentamente, lasciando che il corpo si svegliasse. Il rumore intorno ha perso importanza. Dopo il movimento, mi sono seduta per qualche minuto di meditazione.
Respirare davanti all’oceano cambia sempre qualcosa.
Ed è stato proprio in quel momento che il sole è apparso all’orizzonte.
Una delle albe più belle della mia vita.
La luce dorata sull’acqua, il cielo che cambiava colore, il porto che improvvisamente sembrava silenzioso anche senza esserlo davvero. Tutto si è ricomposto in modo naturale.
Sono rimasta lì ancora un po’, semplicemente ad osservare.
Cosa mi ha insegnato quella mattina
Quella mattina non ho trovato il luogo che cercavo.Ma ho trovato il momento.
Spesso aspettiamo lo scenario giusto per iniziare qualcosa: più tempo, più calma, meno distrazioni, condizioni migliori. Vale per la meditazione, per i cambiamenti personali, per la creatività e persino per la vita quotidiana.
E invece alcune esperienze accadono proprio quando scegliamo di esserci comunque.
mi rendo conto che non servono condizioni perfette per vivere momenti indimenticabili e carichi di significato.
Dal viaggio esterno al viaggio interiore
Momenti come questo sono anche all’origine di ciò che oggi condivido nel Cerchio di Elisa.
Non nasce da ritiri perfetti o da luoghi isolati, ma da esperienze reali: mattine normali, pensieri che emergono mentre si guarda il mare, piccoli spazi di presenza dentro giornate piene.
Il Cerchio è uno spazio in cui rallentare, ascoltare e ritrovare connessione attraverso parole, meditazioni e riflessioni che accompagnano la vita quotidiana — non lontano da essa.
Se senti il bisogno di creare anche tu piccoli momenti di pausa e consapevolezza, puoi iniziare da qui:


Commenti